A cosa serve un corso di inglese americano?

Let me tell you something: l’intento di questo post non è di convincerti a comprare uno dei miei corsi.


Voglio invece raccontarti una storia. Diversi anni fa mi trovavo a San Francisco. Ero alla mia prima esperienza di studio dell’inglese oltreoceano, tutto mi sembrava nuovo ed eletrizzante. Nonostante un po’ di timidezza iniziale – ero partita da sola – avevo presto stretto amicizia con i miei compagni di classe provenienti un po’ da tutto il mondo ma anche con l’insegnante di San Diego, Diane. Una volta, finite le solite ore di lezione, decidemmo che ci saremmo rivisti tutti insieme a cena per salutare Jusuf, che sarebbe ripartito per la Turchia il giorno dopo. 
“Are we meeting at 7 tonight?”, chiesi alla mia insegnante. “Hm-hm”, disse, e se ne andò. Secondo te cosa voleva dirmi Diane: sì o no?

Ecco, questo è il punto: l’inglese americano e quello britannico differiscono sotto diversi aspetti lessicali e grammaticali. Ma le differenze vere, quelle che possono generare equivoci comunicativi anche seri, fanno parte della lingua parlata.

Ecco perché tutti i miei corsi sono importati alla comunicazione orale. Studiamo, certo, le regole grammaticali e le particolarità lessicali dell’americano. Ma il focus sarà sempre sulla pronuncia e sull’arte della conversazione con gli americani.

Voglio che questi corsi servano un obiettivo: quello di aiutarti nel decifrare un contesto comunicativo diverso dal tuo. Per aiutarti a capire meglio la tua serie TV preferita senza l’ausilio del sottotitoli in italiano. Per apprezzare in modo diverso, più autentico, il tuo autore americano preferito. Per fare sì che la prossima volta che parlerai con un americano – che sia qui in Italia sul lavoro, o quando sarai là in viaggio – tu riesca a gestire la conversazione con più naturalezza possibile.

Ah, Diane intendeva dirmi “no”. Hm-hm è una vocalizzazione accentata sulla seconda sillaba che in inglese americano viene utilizzata per dare una risposta negativa.

Guarda questo video tratto da The Office, famosa serie comica americana (o “americanizzata”, dovrei dire, visto che la versione originale era britannica). Stanley, il personaggio afroamericano, è infastidito da una collega che taglia la fila mentre aspettano tutti di avere un pretzel. Al minuto 1:44 pronuncia proprio quella vocalizzazione per dire “no”.

“No way, hu-hu, boooo!” Ha ragione Stanley, no?

Ti piacciono questi argomenti? Sappi che le mie lezioni di inglese americano sono costruite proprio così: sono ricche di esperienze di vita americana, riferimenti pop e lingua autentica. Se vuoi dare un’occhiata a quello che offro in questo momento, visita la sezione I miei corsi.

A presto! 🙂

Elena

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