Loinnir #3: Qual è la lingua più difficile del mondo?

Con questo terzo numero di Loinnir proviamo a rispondere a una domanda che di certo è venuta in mente a chiunque abbia avuto l’esigenza di imparare una nuova lingua: ma qual è la lingua più difficile del mondo?

Prova a pensarci.

Ti verranno magari in mente il cinese, il russo o l’arabo.

Ma la risposta, in verità, è: nessuna di queste. Vediamo perché.

I 3 elementi che devi sapere per giudicare se una lingua è difficile da imparare

Manco a dirlo, il terzo è il più importante.

1) Il tuo entusiasmo

Non è una risposta da fuffa-guru: è provato che se una cosa ti diverte, la fai più volentieri. E dunque, ti sembrerà anche meno difficile.

Se sei entusiasta verso il tuo processo linguistico, fidati, sei già a buon punto. O come direbbero in irlandese, tús maith, leath na hoibre: un buon inizio è già metà dell’opera.

2) Il tuo obiettivo linguistico

Lo sforzo che devi mettere in conto di fare quando impari una lingua è proporzionale rispetto alla grandezza dell’obiettivo.

Per esempio: io vorrei imparare l’irlandese perché amo l’Irlanda, vorrei capire qualche canzone e poesia in gealico e scambiare qualche parola con gli abitanti della costa ovest la prossima volta che sarò lì (la targhetta in legno che vedi qui sotto indica che parlo qualche parola di irlandese: una delle tante iniziative del governo per mantenere in vita questa lingua a rischio di estinzione).

Questa targa dice letteralmente “Ho qualche parola”: in pratica significa “Parlami in irlandese, sono in grado di capirti”

Non mi interessa invece riuscire a lavorare in irlandese, capire documenti legali o laurearmi in questa lingua.

Al contrario, in inglese americano devo gestire progetti molto complessi: e raggiungere questo livello di abilità continua a richiedermi costantemente ore di studio e ricerca.

Valuta l’entità del tuo obiettivo linguistico: più è ambizioso, più tempo ed energie dovrai mettere per arrivarci.

3) Facilità e difficolà sono relative alla tua lingua di partenza

Questa è la verità: non esiste una lingua che sia facile o difficile di per sé.

Se ci pensi, qualsiasi lingua esiste perché esiste qualcuno che la parla, da qualche parte. Quindi quella lingua deve essere per forza “imparabile”.

Il punto quindi è un altro. Ogni lingua è facile o difficile in rapporto a un’altra, ovvero alla nostra lingua madre.

Ti sarà sicuramente capitato di pensare “beh, ma lo spagnolo è più facile dell’inglese”. Possiamo essere d’accordo, ma manca un pezzo essenziale: è più facile dell’inglese per chi parla già l’italiano.

Questo perché (quasi) tutte le lingue del mondo sono organizzate in diverse famiglie, e le lingue con una parentela più stretta tendono ad avere qualche aspetto in comune: per una persona italiana, molti aspetti (lessicali o grammaticali) dello spagnolo saranno più familiari rispetto, per esempio, al coreano.

L’albero che trovi qui sopra è una famosa illustrazione dei rapporti tra diverse lingue del mondo disegnata dalla scrittrice Minna Sundberg. Non è la più accurata ma è molto suggestiva.

Mostra chiaramente, per esempio, che lo spagnolo, il portoghese, l’italiano e il francese sono lingue romanze (derivano dal latino) e per questo tenderanno ad avere diversi punti in comune. L’inglese si trova invece su un altro ramo, quello delle lingue germaniche: è più distante rispetto alla relazione italiano-spagnolo, ma più vicino rispetto alla relazione italiano-punjabi.

Avremo modo, se vorrai, di approfondire le famiglie linguistiche: per adesso volevo lasciarti invece uno strumento pratico per avere un’immagine chiara delle potenziali difficoltà che potresti incontrare imparando la lingua che hai scelto.

Un regalo per te: la mappa delle difficoltà

Questo è uno strumento che ho costruito per me stessa l’anno scorso, quando ho iniziato a studiare la mia lingua e volevo capire visivamente quali fossero le sfide oggettive dell’irlandese per una persona che parla italiano come prima lingua.

Ecco come costruirla (ma trovi un modello scaricabile in fondo a questo articolo).

Al centro del foglio c’è la tua lingua madre, chiamata anche L1: nel mio caso, l’italiano.

Attorno, ci metterai diversi punti. Ogni punto rappresenta un aspetto linguistico particolare (l’alfabeto, lo spelling, la pronuncia…) della L2 ovvero la lingua che stai imparando . Nel mio caso l’irlandese, una lingua del ramo celtico.

A seconda che le due lingue siano vicine o distanti, lo saranno anche i punti rispetto al centro.

Per esempio: il sistema di scrittura non è qualcosa di cui devo tenere conto con l’irlandese, e la linea è infatti cortissima. Esiste un alfabeto celtico (sapevi che questo non è solo un font ma un vero e proprio alfabeto?), ma lo si usa pochissimo. Quando vivevo in Cina, come immaginerai, il sistema di scrittura era stato invece un ostacolo enorme nell’apprendimento del mandarino.

Il lessico in irlandese, invece, è un grande “dipende”: a volte ci sono parole molto trasparenti come stáisiún (stazione), ma poi ti sorprende con mostri di parole come seantuismitheoirí (nonni). La linea quindi avrà una lunghezza media. La grammatica rappresenta un punto dolente, visto che l’irlandese fa parte di quel 6% delle lingue mondiali che mette il verbo al primo posto nella frase (“Mangia Luca la mela”).

Anche senza capire l’irlandese, puoi vedere chiaramente da questo screenshot che la frase inizia da “parla”, poi si menziona “Sean”, poi l’irlandese: le lingue che utilizzano questo ordine si possono anche chiamare VSO, e sono piuttosto rare

Come ti sarà utile questa mappa?

Questa mappa rende visibili i punti di distanza o vicinanza tra una lingua e l’altra, e ti aiuta quindi ad anticipare le difficoltà e ad affrontarle con lo spirito giusto.

Nel guardare la mappa della mia relazione tra italiano-irlandese, per esempio, capisco che devo moderare la frustrazione ogni volta che incontro un concetto grammaticale difficile: la mia L1 e L2, da quel punto di vista, non si somigliano e farò sempre un po’ fatica. Per quanto riguarda il lessico invece, posso stare tranquilla quando Duolingo mi fa arrivare 10 parole nuove in una lezione: almeno una somiglierà vagamente a qualcosa che riconosco.

Come compilare la mappa?

Per compilarla, puoi fare affidamento su queste risorse che seguono.

Se te la senti, qui trovi un video riassuntivo sulla storia delle +100 famiglie nel mondo (in inglese, ma su YT puoi generare i sottotitoli anche in italiano);

Altrimenti, basati sulla tua esperienza nella frequentazione della lingua che stai già studiando. Trovi che le parole siano sempre un mistero? Allora è probabile che non ci sia una parentela strettissima tra la tua L1 e la L2.

Per esempio, qualche giorno fa una persona tra voi mi ha informata che stava cercando di imparare il tedesco.

Il tedesco fa parte del ceppo delle lingue germaniche: questo significa per esempio che se parli già l’inglese, ci troverai alcune somiglianze (water / vasser per acqua, mother / mutter per madre…).

Allo stesso tempo, il tedesco e l’italiano invece appartengono a famiglie diverse: quindi dal punto di vista fonetico si somigliano poco, così come si somigliano poco nella formazione delle parole (in italiano tendiamo a tenere le parole isolate, es. libro di storia vs. geschichtsbuch).

Troi gli aspetti linguistici più comuni che uniscono o separano le lingue elencati sulla sinistra, ma ho lasciato qualche spazio libero perché tu possa riempirlo secondo le tue esigenze.

Trovi il documento scaricabile (previa autorizzazione) gratuitamente qui. Puoi stamparlo e inserirlo nei tuoi appunti.

Questo è il primo di una serie di freebie che troverai nel corso delle prossime 50 settimane. Non ci saranno sempre, perché con Loinnir non voglio sovraccaricarti: te li manderò soltanto quando penso ti siano utili e contribuiscano all’abbassamento del disordine mentale tipico di chi affronta una lingua in autonomia.

Ci sentiamo settimana prossima con altre tips e storie linguistiche,

Elena

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