Loinnir #17: È proprio vero che per imparare una lingua bisogna trasferirsi all’estero?

Ciao,

forse ricorderai che quando vedi questa immagine rossa, è arrivato il momento di andare controcorrente rispetto a quello che di solito senti sui social per quanto riguarda l’apprendimento linguistico.

Scommetto, infatti, che ti sarà capitato di sentire che per imparare bene una lingua è necessario trasferirsi nel Paese in cui si parla, almeno per un periodo.

Avrai sicuramente sentito dire anche l’esatto contrario: puoi imparare tutte le lingue che vuoi stando comodamente a casa.

Ma dove sta la verità, quindi? Ecco: di questo parleremo oggi. Ma soprattutto, vedremo anche qualche strategia creativa che consiglio ai miei studenti per fare “come se” vivessero in un altro Paese per esercitare le proprie abilità linguistiche.

Ti scrivo questa introduzione, che sono appena tornata da un viaggio di due settimane in Inghilterra insieme alla mia amica e esperta di cultura inglese Fabiana: un viaggio lento a piedi, immerso nella natura e a contatto con le persone locali. Siamo state ospiti anche con Couchsurfing, da una mitica 83enne, Angela, di cui credo parlerò per anni!

A proposito: sai che ho scritto l’unica guida in italiano sul viaggiare con Couchsurfing? Il libro ora è fuori catalogo ma ho deciso di regalare alcune copie che mi rimangono a fronte di una donazione che devolverò a Save the Children, che da decenni opera anche nella striscia di Gaza: puoi inviare la tua donazione tramite la funzione “buy me a coffee” su Ko-Fi, 10€ per la versione digitale in pdf e 16€ per il libro fisico spedito a casa tua (specifica nel messaggio “In viaggio sul sofà”).

Sono tornata giovedì sera tardi e ora che ti scrivo ho ancora le gambe e i piedi che fanno un po’ male: d’altronde hanno appena percorso 160km a piedi! Ma il viaggio è stato davvero trasformativo e foriero di tante riflessioni anche sull’apprendimento linguistico. Sicuramente troverò il modo di parlartene, quando sarà il momento giusto.

Per adesso ti condivido solo una foto: quella del giorno più faticoso in assoluto, dove più volte ho pensato che non sarei riuscita a fare nemmeno un passo più avanti, dove abbiamo superato diverse colline tra cui questa ultima da cui ho scattato questo selfie giusto per ricordarmi di quanto può essere bella la vista dopo uno sforzo enorme (non è anche questa una bella metafora delle nostre fatiche linguistiche?).

Torniamo a noi.

Fresca di questa intensissima esperienza di due settimane di chiacchiere e scoperte sulla cultura inglese, non sarò certo io a dirti che passare un periodo all’estero non è utile per il tuo apprendimento linguistico.

Il punto però secondo me è un altro e vorrei discuterne con te.

Cosa intendiamo davvero quando parliamo di “vivere all’estero”, dove per “estero” puoi sostituire il Paese dove si parla la lingua che stai studiando?

Di per sé questa espressione non ci dice nulla.

C’è chi per esempio si trasferisce in un’altra nazione, ma per disinteresse o per circostanze di vita non impara nemmeno una parola della lingua nuova e interagisce solo per lo stretto necessario con le persone che ha attorno.

C’è al contrario chi si sposta solo per qualche giorno di vacanza in una nazione nuova, ma fa di tutto per imparare qualche parola basilare e cerca di interagire con le persone locali utilizzando qual poco che sa.

Ti racconto questo perché mi piacerebbe che spostassimo l’asse del dibattito. Non “andare a vivere all’estero” / “rimanere a casa”, ma: “dialogare costantemente con l’ambiente circostante” / “non farlo”.

Se compiamo un’operazione di “ricontestualizzazione” in questo senso, allora credo che qualsiasi insegnante di lingua abbia una risposta chiara e univoca: essere in costante dialogo con l’ambiente circostante nella tua lingua target è di grande aiuto per il tuo progresso linguistico. Non importa dove tu viva.

Certo, vivere nel paese in cui si parla la lingua target, quando siamo disposti a essere costantemente “aperti” a questa lingua, sarebbe una situazione ideale.

Ma chi può abbandonare la propria vita e ricominciarla da un’altra parte? Pochissime persone. Anche passare un periodo di qualche settimana o qualche giorno all’estero è spesso un miraggio.

Ecco perché oggi voglio condividere con te qualche strategia che puoi mettere in atto per stabilire un dialogo con l’ambiente circostante, anche quando il tuo ambiente reale non parla la lingua che tu vuoi imparare.

Potrai infatti utilizzare diverse risorse e piccoli giochi per creare un ambiente circostante fittizio, a cui magari non avevi mai pensato ma che ti possono essere molto utili.

Una premessa: la mail di oggi funzionerà solo se metti davvero in pratica, nella tua vita, oggi o nei prossimi giorni, i consigli che trovi qui. Altrimenti rimangono solo parole – e le parole possono essere interessanti, ma non attueranno da sole il cambiamento che hai cercato quando hai deciso di iscriverti a Loinnir.

Prenditi quindi il tempo che serve per leggere questa mail, ma soprattutto, prenditi qualche ora per mettere davvero in pratica le attività che ti propongo.

A day in…

Questo gioco si chiama A day in… Per me, sarà un giorno in Irlanda, dato che sto imparando l’irlandese. Tu completerai il nome con la nazione o le nazioni dove si parla la tua lingua.

Iniziamo.

La mattina 🥐

Buongiorno! hai appena aperto gli occhi sulla tua prima mattina di una nuova vita nel Paese X. Come ti senti?

Non so tu, ma la prima cosa che voglio fare quando mi trovo in un Paese nuovo è una passeggiata nel mio quartiere per capire dove mi trovo e prendere un caffè da qualche parte. Facciamolo insieme.

Apri Google Maps

E scegli un posticino in cui non ti dispiacerebbe capitare. Oppure, lancia l’omino di Google Maps da qualche parte a caso nella tua destinazione (purché sia un luogo urbanizzato: città, paesino, va bene tutto tranne un posto totalmente privo di presenza umana).

Ora utilizza Google Streetview, e fai finta di passeggiare per le strade del “tuo” quartiere.

Tutto ciò che vedi attorno a te, anche se non è davvero, fisicamente attorno a te, è materiale preziosissimo per il tuo input linguistico.

Quando vedi un cartello stradale, una pubblicità, un’insegna di un negozio: notalo, proprio come faresti se fossi lì per davvero.

Dopo che hai fatto questo esercizio per qualche minuto, è arrivata l’ora della colazione. Cerca se ci sono bar nella tua zona (puoi utilizzare la funzione “colazione” che ti appare sulla mappa di Google Maps e ti aiuta a cercare posti per fare colazione nell’area in cui sei). Scegline uno che ti piace, e muoviti in quella direzione a piedi.

Al bar

Una volta lì, consulta il menù (ormai moltissimi bar e ristoranti hanno il menu visibile direttamente dal loro profilo Google) e ordina la tua colazione.

Importante: devi parlare ad alta voce. Non importa se non hai la sicurezza che quello che dici sia giusto: in questo esercizio, serve solo che ascolti la tua voce muoversi in un mondo nuovo. Dell’accuratezza, al momento, non ci importa. (su quanto sia importante “attivare” la tua voce in una lingua nuova parliamo anche in Loinnir #22)

Lo ripeto: devi. parlare. ad alta voce. Pensi per caso che io sia comfortable nel sentirmi parlare in irlandese? Assolutamente no! Mi mette in imbarazzo, mi vergogno, e come direbbero i giovani – che cringe! Non mi ascolta nessuno, eppure mi vergogno lo stesso. È necessario sentire questa vergogna, e a furia di fare questi esercizi, farla passare.

Pensa: ci sarà un momento nella tua vita in cui non ti vergognerai più a sentire la tua voce che, un po’ esitante, parla questa nuova lingua. Non è meraviglioso?

Ecco cosa ho detto io al café:

Cupan tae, le do thoil

Una tazza di tè, per favore

D’altronde arrivo da due settimane in Inghilterra e soprattutto gli irlandesi sono i più assidui bevitori di tè al mondo: mi sembra giusto iniziare la mattina così!

Mentre bevi il tè o il caffè, magari potresti svogliatamente dare un’occhiata alle riviste che ci sono sul tavolo (immaginario). Apri il sito web di una rivista o un quotidiano nella tua lingua e prova a dargli un’occhiata. Se il tuo livello è alto abbastanza, dedica pure qualche minuto alla lettura. (ricorda anche che qui ti avevo elencato diverse risorse per cercare materiale da leggere nella tua lingua target gratis, tra cui libri e riviste)

Pranzo

Per pranzo, puoi scegliere cosa fare:

  • puoi selezionare dalla mappa un ristorante che ti attira, provando a ordinare un piatto dal menu che trovi disponibile online (importante: sempre ad alta voce!)
  • oppure puoi andare in un supermercato per acquistare il cibo da preparare a casa. In questo caso, consulta una ricetta nella tua lingua target per decidere cosa cucinare e prova a spiegare ad alta voce i passaggi richiesti dalla ricetta

Nel pomeriggio

Nel pomeriggio, potresti visitare un museo o un’attrazione vicino alla tua località. Cerca informazioni online nella tua lingua target: specialmente dopo la pandemia, molti musei e istituzioni hanno creato esperienze immersive per i visitatori da remoto.

In alternativa, anche solo la pagina informazioni relativa a una particolare mostra sarà sufficiente per darti un piccolo input linguistico.

Ricordati che ogni input deve trasformarsi in output: devi cioè assicurarti di produrre anche della lingua, che sia in forma scritta o parlata. Potresti, per esempio, scrivere qualche riga sul tuo diario di viaggio raccontando quello che hai fatto o visto nel corso della giornata. Oppure, potresti far finta di scrivere una cartolina a un’amica raccontandole della tua giornata nella tua lingua target.

Se non hai voglia di dedicarti ai musei, c’è sempre la mia attività preferita da fare in ogni viaggio: people-watching!

Per farlo, digita su Google “webcam live” + la tua destinazione. Ti apparirà almeno un risultato, che equivale per te a una finestra aperta su quello che sta succedendo esattamente ora nel tuo luogo.

Approfittane per descriverlo: quello che stanno facendo le persone, come sono vestite, com’è l’atmosfera, eccetera.

Tá buachaill ag siúl. Tá seaicéad aige.

Ecco quello che vedo dalla webcam posta nella zona di Temple Bar a Dublino: scrivo quindi che un ragazzo sta camminando. Indossa una giacca.

(ti ricordo che il mio livello di irlandese è ancora elementare e questa frase mi ha richiesto un bel po’ di fatica: ma che bella la vista da qua sopra, dopo essere riuscita a scriverla!)

La sera

Come ti rilasseresti, se abitassi in un Paese diverso?

A me piacerebbe ascoltare le voci di quel luogo.

E anche in questo caso la tecnologia viene in nostro aiuto: attraverso Radio Garden puoi viaggiare in tutto il mondo ascoltando la radio delle tue località preferite.

Tieni presente un fattore importante: non è assolutamente necessario, in questa fase, che tu “capisca tutto”. Anzi.

Tenere la radio accesa è di grande beneficio anche quando il tuo livello non ti permette ancora di capire quello che stai ascoltando.

Anche tenendo la radio in sottofondo, infatti, inconsciamente ti stai abituando ad ascoltare il patrimonio fonetico della tua lingua, la sua musicalità, la sua intonazione.

L’ascolto in questo caso diventa un’attività a bassa intensità che però a lungo andare, se praticata con costanza, porterà valore sia alle tue abilità di Listening che di Speaking.

Per oggi abbiamo finito: il tempo e le energie che dedichi alla lettura di Loinnir saranno oggi incanalate nel vivere una giornata diversa dal solito, in un Paese nuovo.

Fammi sapere com’è andata: raccontami il tuo luogo, la tua colazione, le tue attività. Sono curiosa!

Grazie, come sempre, per la tua attenzione.

Ci sentiamo settimana prossima,

Elena

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