Football e Super Bowl – Le parole per raccontare un grande mito americano

In vista del Super Bowl Sunday, la giornata in cui si giocherà la finale di football, ho colto l’occasione per fare una passeggiata sul viale dei ricordi e per esplorare le parole collegate a questo mito che ha un grande impatto sulla cultura americana.

Non sono mai stata una grande appassionata di sport (almeno finché Netflix + divano non verranno considerati sport olimpionico), ma verso il football americano provo una fascinazione particolare. Sarà che è così radicato nella cultura di quel mondo, sarà che è uno spettacolo così emozionante da guardare, chissà.

elena refraschini inglese americano football
A una partita dei Raiders a Oakland nel 2007

C’è stata poi quell’estate in cui mi sono innamorata di un giocatore di football. Giocava nella squadra della cittadina dove sono nata, che il caso vuole abbia fatto la storia del football americano in Italia negli anni Ottanta (i miei genitori, per dire, ricordano che si ritrovavano con gli amici per guardare il Super Bowl nostrano, proprio come succede oltreoceano).

Un po’ penso che fosse tutto scritto nelle stelle: il mio amore americano, s’intende. Ché quella relazione invece ci incendiò, breve e convulsa come tutte le cose che appartengono ai ventenni.

Ho ricordi bellissimi di quel periodo: le partite in casa, la finale fuori, i comandi urlati in inglese, la tifoseria che gridava “defense!” e “offense!” dagli spalti, e i pomeriggi passati a scorrazzare in auto i due ragazzi mormoni sempre vestiti uguali, venuti in Italia un po’ per allenare la squadra e un po’ per convincerci che Gesù avrebbe fondato il suo nuovo regno nel continente americano.

Da allora sono passati 13 anni e nel frattempo le questioni americane sono diventate la mia materia di studio e di lavoro. Ho deciso allora di accompagnarti in questo viaggio tra le parole per raccontare il football americano. Qua e là troverai link a video e articoli: vedili come piccole porte che ti permettono di curiosare in modo un po’ più approfondito un certo tema.

superbowl inglese americano

Il Football come mito americano

Ci sono diversi motivi per cui possiamo vedere il football non solo come semplice sport e divertimento per milioni di statunitensi, ma proprio come autentica espressione dei valori americani. Primo tra tutti, il patriottismo.

Patriottismo

Non dovevo certo arrivare io a ricordarti quanto gli americani siano patriottici. Ogni occasione pubblica è buona per alzarsi in piedi, mettere la mano sul cuore e intonare l’inno nazionale. Guai a fare qualcos’altro durante quei preziosissimi minuti, sarebbe considerato estremamente irrispettoso. Così, ogni partita inizia con quell’ascendente Oh say can you see che farebbe rabbrividire d’emozione anche un sasso. Proprio per aver in qualche modo “violato” la sacralità del momento è scoppiata quella polemica contro il quarterback Colin Kaepernick qualche anno fa, per la sua scelta di inginocchiarsi in protesta durante l’inno.

colin kaepernick inglese americano protesta

Guerra

Il football americano, te ne sarai accorto, è uno sport violento. Lo è meno ora rispetto alle origini: per qualche anno fu persino proibito perché i giocatori uscivano dalla partita con le ossa rotte (non esagero: nel 1905 sono morti 71 giocatori in seguito a ferite riportate in campo). Una delle diverse problematiche che attanagliano lo sport anche oggi è proprio il fatto che i giocatori finiscono la carriera con problemi neurologici causati dai troppi colpi ricevuti. Ed è anche questo un tratto tipicamente americano. Si difende la propria squadra come si difende la propria patria: con tutta la forza.

Dominio sul territorio

Se ci pensi, le regole del football rendono la partita una simulazione di guerra, dove le squadre si fronteggiano adottando strategie complesse per guadagnare terreno a discapito dell’avversario. Se non hai assolutamente idea di come funzioni il gioco, tranquillo: è un casino. Però penso questo video lo spieghi abbastanza bene (in italiano). Il portare avanti la palla in segmenti da 10 yards (circa 9 metri) è comunque alla base di tutto.

Spettacolo e soldi

Il Super Bowl, per gli amanti di cultura popolare, è uno spettacolo imperdibile. Non solo per il halftime show, che ogni anno accoglie gli artisti maggiori della scena mondiale, da Beyoncé ai Rolling Stones. Ma proprio perché è fatto per essere divertente da guardare. Non deve stupire, allora, che due terzi dei guadagni della NFL arrivino dagli introiti pubblicitari, e solo un terzo dalla vendita dei biglietti. Pensa che in occasione del Super Bowl 2020 uno spot di 30 secondi è costato 5,6 milioni di dollari. Le pubblicità durante gli intervalli del Super Bowl sono qualcosa di magnifico, degli esempi di magistrale storytelling oltre che di meta-narrazione (sono piene di riferimenti alla cultura pop, dal cinema alla musica, alle serie tv). A questo link potrete vedere quelli che andranno in onda quest’anno, ma il mio preferito rimane quello della Chrysler del 2011, con Eminem che dice This is the Motor City. And this is what we do. Fuck yeah.

I nomi delle squadre

Il football americano è stato importato prima nelle grandi città industriali e minerarie dell’est, ecco perché alcune conservano nel nome questa vocazione: penso per esempio agli Steelers di Pittsburgh (i lavoratori dell’accaio) o ai (meat) Packers di Green Bay in Wisconsin (i confezionatori di carne).

Tante altre squadre adottano nomi di animali che evocano forza, velocità o patriottismo: ecco allora gli Eagles di Philadelphia, i Carolina Panthers o i Seahawks di Seattle. Altre hanno nomi che onorano la storia della città: i San Francisco 49ers, che giocheranno proprio domenica, ricordano l’anno della corsa all’oro che diede vita alla città di San Francisco (potevo non linkarti il mio libro? No, non potevo). I Raven di Baltimora onorano Edgar Allan Poe, che lì nacque e morì, e il suo famoso Corvo.

Le parole fuori dal campo

Forse l’aspetto che più ci racconta del livello di mito di questo sport, è che tante espressioni che lì hanno origine vengono poi usate nella vita di tutti i giorni.

Kick-off

Kickoff è il calcio d’inizio, ma to kick off significa iniziare, inaugurare qualcosa: The race for the White House kicks off in Iowa this week, per esempio.

Huddle

ll huddle è quel raggruppamento che i giocatori fanno prima di un down per decidere la strategia migliore da adottare, e to huddle l’azione del raggrupparsi. Lo si usa anche fuori dal campo, per dire “venite qui, raggruppiamoci per parlare di questo in privato”: let’s huddle up and discuss this in private.

Tackle

To Tackle significa placcare (e il “Tackle” è il giocatore che placca), ma nella vita di tutti i giorni significa “affrontare”: Trump tackles abortion in a new speech. The book tackles difficult issues such as poverty and abuse.

Fumble

To fumble è quando il giocatore perde la palla prima di essere placcato, ma lo usiamo anche quando per qualche motivo non troviamo le parole giuste: She fumbled ‘cause she was nervous, farfugliava perché era nervosa.

Monday morning quarterback

E poi c’è forse la mia espressione idiomatica preferita: Monday-morning Quarterback. Tutti ne conosciamo uno: quello che sa sempre come sarebbe stato giusto affrontare una situazione ma solo a posteriori, dopo che la situazione è già naufragata. Ce ne sono ovviamente molte altre, ma per scoprirle credo ti convenga iniziare un corso con me. Hai visto quanto sono contenti i miei studenti?

Spero che questo viaggio nel football americano ti sia piaciuto, e buona visione se come me pianifichi di guardare il Super Bowl domenica notte!

 

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