Veterans Day: un’esplorazione della lingua e della cultura americana legata alla guerra

Ormai lo sapete: a ogni festività o ricorrenza, colgo l’occasione per esplorare la lingua e la cultura americana che l’avvolgono.

L’11 novembre negli Stati Uniti si è celebrato il Veterans Day, la giornata in cui si ricorda il sacrificio dei veterani. Il centro gravitazionale delle mie riflessioni, in quest’ultima settimana, non poteva allora che essere quello della guerra.

E questo succede non solo su sito e social ma anche con i miei clienti. Per esempio, nei corsi di Business English abbiamo esplorato il linguaggio degli affari che deriva da quello bellico; nei corsi legati alla perlustrazione della lingua e cultura americana, abbiamo guardato film sulla guerra; con altri ancora, ho esplorato l’origine etimologica di certi termini legati ai diversi conflitti in cui gli Stati Uniti si sono impegnati (c’è l’imbarazzo della scelta, bisogna ammettere).

Perché si celebra il Veterans Day

L’11 novembre del 1918 fu firmato l’armistizio (armistice) tra gli Alleati (Allies) e la Germania a conclusione della Prima Guerra Mondiale (First World War o WWI, si legge “World War One”). Ecco perché il Presidente Woodrow Wilson proclamò quello come l’Armistice Day, che iniziò a essere celebrato l’anno successivo. Risale invece al 1954 la decisione dell’allora Presidente Dwight Eisenhower di renderla una festa federale con il nome di Veterans Day.

Perché i veterani sono così importanti negli Stati Uniti?

“Thank you for your service, sir”, “Here’s a coffee for you, sir. The gentleman over there paid for it”: nei miei viaggi in treno da costa a costa negli Stati Uniti mi è capitato innumerevoli volte di assistere agli atti di rispetto e gentilezza riservati ai veterani. Basta un cappellino o una maglietta per essere identificato come ex militare (motivo per cui non è molto apprezzato andare in giro con abbigliamento simil-militare, se non si è stati davvero in servizio) e allora piovono ringraziamenti, caffè, pranzi offerti da sconosciuti.

Secondo il US Census Bureau ci sono 18 milioni di veterani negli Stati Uniti, e rappresentano il 7,6% della popolazione. Solo 7,4 milioni di questi sono veterani della guerra del Vietnam.

Il veterano è un eroe

Il veterano, per gli statunitensi, è una figura eroica. Durante il Veterans Day si partecipa a eventi in suo onore come parate lungo la Main street, si fanno sventolare bandiere a stelle e strisce in giardino, si partecipa come volontari per cucinare il pasto in un ospizio per veterani. E poi in questa giornata i veterani godono di diversi benefici, tra cui per esempio sconti speciali in negozi, ristoranti, teatri o mezzi di trasporto.

Essere stati nell’esercito ed essersi distinti in battaglia è considerato un grandissimo onore: ecco uno dei motivi per cui John McCain, il senatore repubblicano recentemente scomparso, era una figura rispettata da destra a sinistra.

Certo, non è sempre stato così. I ragazzi tornati a casa dopo la guerra del Vietnam trovarono un paese dal quale si sentivano alienati mentre le loro ferite, soprattutto quelle psicologiche, non venivano curate. Ci sono voluti decenni di battaglie da parte delle associazioni di categoria (per esempio la Vietnam Veterans of America, che oggi conta 75.000 membri) per garantire ai veterani alcuni dei benefici di cui godono oggi (vantaggi per quanto riguarda la pensione e l’assicurazione sanitaria, soprattutto).

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Come funzionano le forze armate?

Le forze armate negli Stati Uniti (Armed Forces) sono suddivise in cinque rami.

  1. US Army: è il corpo più antico (i colori della divisa sono un’idea di George Washington) e si occupa di azioni militari da terra
  2. US Air Force: è il corpo che si occupa di azioni militari aeree e spaziali
  3. US Marines: si occupa di operazioni miste
  4. US Navy: è la forza navale più numerosa al mondo; leggendarie sono le sue forze speciali, chiamate con l’acronimo Navy S.E.A.L.s (Sea Air and Land)
  5. US Coast Guard: si occupa della protezione e del pronto soccorso costiero

Il comandante delle Forze Armate, detto Commander-in-Chief, è il Presidente degli Stati Uniti. Il servizio militare è su base volontaria: the draft, ovvero la coscrizione obbligatoria, non esiste più dal ’73.

I membri delle US Armed Forces sono protagonisti di moltissimi film americani. Ecco qui qualche proposta da parte mia, ma sono sicura che tu ne conosca molti altri. Se vuoi, suggerisci qualche titolo nei commenti!

film di guerra

Slang americano legato alla guerra

Data l’importanza della difesa e delle forze armate – e data anche l’aggressiva politica estera statunitense degli ultimi cent’anni – non deve stupirci che il linguaggio in questo settore sia ricchissimo, e che spesso finisca per essere utilizzato anche nell’inglese generale. Ecco per te qualche chicca legata all’inglese militare.

G.I.

Tutto ciò che è legato al mondo dei soldati si chiama “G.I.“: ecco perché la legge che ha regolamentato i benefici per i veterani al ritorno dalla Seconda guerra mondiale si chiama “G.I. Bill”; il film che in italiano si chiama “Soldato Jane” con Demi Moore, nella versione originale si chiama “G.I. Jane”; una delle action figure più popolari degli ultimi decenni è “G.I. Joe”, il soldato-eroe.

Military Time

Sicuramente saprai che in inglese la giornata da 24 ore si suddivide in AM (prima di mezzogiorno) e PM (dopo). 5AM sono le 5 di mattina, 5PM sono le 17. Beh, non è così se si tratta del tempo militare. Il military time infatti utilizza le 24 ore: le dieci di mattina (10.00) sono le “ten hundred hours”, le 2 del pomeriggio (14.00) le “fourteen hundred hours”. Questo modo di esprimere le ore può essere utilizzato anche da chi non fa parte dell’esercito, anche se verrà sicuramente giudicato un po’ strambo. Ricordi questo scambio tra Monica e Phoebe in Friends?

Acronimi usati dai militardi e non solo

Diversi acronimi originariamente usati solo in senso militare fanno oggi parte del linguaggio comune: “AWOL“, che sta per “Absent Without Leave“, nello slang militare indica un soldato che non è nel luogo previsto e non ha un permesso speciale, una sorta di “assenza ingiustificata”. Lo usiamo tanto nel Business English per indicare, per esempio, il fatto che un collega non era presente a un meeting a cui invece avrebbe dovuto partecipare. Where’s Amy? She’s AWOL. “MIA” invece sta per “Missing in Action”, ovvero “Disperso in azione”, ma nel linguaggio civile indica una persona che è stata via per un po’.

Copy that

  • Copy that” deriva dal codice delle comunicazioni radio e significa “Ok, ricevuto, ho capito“. Puoi usarlo in questo senso mentre parli al telefono
  • Roger that” ha la stessa origine, ma significa “Capisco, faccio subito”, ed è in questo senso che viene usato al telefono sul lavoro

Dear John

Dear John letter” è la lettera in cui la fidanzata/moglie del soldato al fronte gli comunica che la loro storia è finita, perché si è innamorata di un altro: adesso capisci il doppiosenso che c’è dietro al titolo del film “Dear John” e anche il titolo della canzone di Taylor Swift. Questa espressione può essere usata anche quando chi riceve la notizia è lontano, ma non necessariamente in guerra. Se i sessi sono inversi, si chiama “Dear Jane Letter”. Ti è mai capitato di vedere un film in cui ci fosse una Dear John Letter, anche se non viene chiamata così in italiano?

Spero questo viaggio nella cultura e nello slang americano legati al Veterans Day ti sia piaciuto. Per qualsiasi dubbio e curiosità, sai dove trovarmi: qui nei commenti o su Instagram.

A presto 🙂

Elena

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