Perché gli americani fanno gare di spelling?
Nella nottata di ieri è stato annunciato il vincitore dell’edizione 2025 dello Scripps National Spelling Bee, la gara di spelling più conosciuta in tutti gli Stati Uniti.
Ma perché vengono organizzate queste gare e perché sono così popolari oggi?
In questo articolo scopriremo insieme l’origine degli spelling bee, le gare di spelling negli Stati Uniti. Capiremo poi perché nel nome ci sono le api e vi darò anche uno strumento unico per esplorare la cultura americana e le sue parole più affascinanti.
Cos’è uno spelling bee?
Gli spelling bee sono gare di spelling in cui ragazzi e ragazze americane si sfidano indovinando come vengono scritte parole sempre più difficili. Le gare possono essere locali, cittadine, di contea, regionali eccetera fino ad arrivare alla gara nazionale: la Scripps National Spelling Bee, trasmessa ogni anno in televisione.
Come sono nati gli spelling bee?
Gli spelling bee non sono un’invenzione americana. Le gare di spelling infatti si trovano già nell’Inghilterra del 1500. Un racconto del 1596 per esempio ci informa che due alunni, John e Robert, stanno duellando a colpi di spelling nella loro classe. Robert vince indovinando come si scrive la parola people.
È nelle colonie americane, però, che queste gare di spelling iniziano a diffondersi in modo capillare: prima nel New England rurale, poi fino agli avamposti di frontiera più isolati del Far West. Persino ne Le avventure di Tom Sawyer, Mark Twain nomina le spelling fights, come venivano a volte chiamati gli spelling bee.
Perché esistono gli spelling bee?
Mi capita spesso di dover rispondere a questa domanda, di solito quando un mio studente vede una gara di spelling in qualche film o serie TV.
Perché c’è bisogno di avere delle gare di scrittura? Gli americani non sono in grado di scrivere correttamente le parole e quindi serve una competizione per stimolarli a imparare?
Per capire perché esistono, dobbiamo tenere conto di due fattori molto importanti che hanno a che fare con la storia della lingua inglese e americana in particolare, che da persone italiane troveremo un po’ sorprendenti.
In inglese, spelling e pronuncia sono molto diversi
Prima di tutto, nella lingua inglese come una parola si legge può essere molto diverso da come si scrive, per via di diverse dinamiche storiche che non abbiamo spazio per approfondire bene qui. Da persone la cui prima lingua è l’italiano questo è davvero difficile da immaginare, perché nella nostra lingua il rapporto tra scrittura e pronuncia è molto più stretto.
Ce ne rendiamo conto facilmente quando incontriamo una parola che non abbiamo mai visto prima: in italiano, anche se non ne conosciamo il significato, tendenzialmente sapremo scriverla e pronunciarla nel modo giusto. Una persona inglese non può dire lo stesso.

Noah Webster e la standardizzazione dello spelling americano
Il secondo fattore che ci aiuta a capire perché le gare di spelling sono così popolari ha a che fare con la standardizzazione dello spelling.
Vi è mai capitato di leggere in qualche museo lettere o documenti scritti nel 1700? Se sì, avrete notato che alcune parole sono scritte in modo un po’ buffo e soprattutto non uniforme da un documento all’altro. Ricordo di aver incrociato da qualche parte la parola “general” (sempre a proposito di cariche militari) scritta come jinerrl. Insomma, un bel casino!
Questo stato di cose cambia con l’arrivo degli Speller, quei libri destinati ai ragazzi in età scolare che indicano come si dovrebbero scrivere le parole. Uno degli Speller più diffusi negli Stati Uniti è il Blue Back Speller di Noah Webster, il linguista passato alla storia per aver compilato decenni più tardi il primo dizionario della lingua americana, quel Merriam-Webster che ancora oggi porta il suo nome.
Proprio il Blue Back Speller di Noah Webster, best-seller da milioni di copie, diventa il “giudice” delle gare di spelling negli Stati Uniti: è su questo libro che si fa affidamento per decretare il vincitore o la vincitrice della gara, che a quel punto riceverà gloria (e denaro) come premio per la sua cultura e preparazione.
Perché si chiamano “spelling bee”?
Dopo aver visto cosa sono e perché sono popolari gli spelling bee, vediamo finalmente perché si chiamano così e cosa c’entrano le api. L’origine della parola spelling bee ci porta ai tempi della frontiera americana.
La frontiera è un luogo che ci è sempre stato raccontato come terra di uomini intrepidi e solitari, impegnati in una costante battaglia contro la natura per sopravvivere. Invece, proprio la comunità era la chiave per la sopravvivenza nella frontiera. Era di solito un gruppo di famiglie, infatti, che fondava un nuovo avamposto, e lo stesso gruppo di famiglie si occupava collettivamente di tutto ciò che era necessario per la vita, organizzando giornate in cui in gruppo si tagliava la legna, si costruivano case o granai e si cucivano trapunte in preparazione per l’inverno.

Questi eventi si chiamavano bee, un chiaro richiamo all’operosità per il benessere collettivo delle api. C’erano dunque house raising bees, wood chopping bees o quilting bees.
Oggi l’evento collettivo più celebre che ancora utilizza questa parole è di certo lo spelling bee.
Parti alla scoperta dell’origine delle parole e della pronuncia americana con The Grid – an American Language – c’è un regalo esclusivo!
Tutte le storie che vi ho raccontato qui, insieme a moltissime altre, sono contenute nel videocorso The Grid – an American Language, uscito da poco. È in questo corso densissimo di storie americane che ho raccontato la storia degli spelling bees, ma anche dello spelling e della pronuncia americana. Nel videocorso troverai risposte a questioni gustosissime come:
🍖 perché parole che usiamo in italiano tutti i giorni come barbecue, mocassini o YouTube hanno a che fare con la storia americana
🐛perché quando un programma non funziona a dovere diciamo che ha un bug
🌊perché la parola water suona così diversa nell’inglese americano e in quello britannico
🥔perché sembra che gli americani parlino “con la patata in bocca”
In oltre 6 ore di videolezioni, otterrai una panoramica completa della lingua americana dal punto di vista lessicale, fonetico e grammaticale. Il tutto spiegato in italiano, in modo facile e divertente da ricordare.
Inoltre, solo fino a esaurimento scorte, se acquistate The Grid – an American Language oggi riceverete gratuitamente a casa l’esclusivo Gridbook, il libro di 70 pagine che vi aiuta a memorizzare i contenuti del corso e ad allenarvi con esercitazioni esclusive. Ormai me ne rimangono poche copie quindi se ci stavi pensando, this is your chance. Clicca qui sotto.

