Perché in inglese l’autunno si chiama autumn e fall? Storia e curiosità della mia stagione più amata

Perché in inglese l’autunno si chiama autumn e fall? Storia e curiosità della mia stagione più amata

Ti è mai capitato di chiederti perché in inglese britannico si dice autumn mentre nell’inglese americano si preferisce fall, per chiamare l’autunno?

È una domanda che ricevo spesso dai miei studenti, soprattutto in questo periodo dell’anno. E dietro la risposta non c’è affatto pigrizia linguistica da parte degli americani, come a volte si tende a credere, ma una storia affascinante che attraversa secoli di lingua e cultura dei due Paesi.

L’autunno: antiche radici indoeuropee e nomi curiosi in Europa

La parola autunno è comune a tutte le lingue indoeuropee, comprese l’italiano e l’inglese. Deriva dal latino autumnus, parola dall’etimologia incerta che probabilmente faceva riferimento alla stagione del raccolto. Ricorre con piccole varianti in tante lingue: automne in francese, otoño in spagnolo, toamnă in rumeno. E appunto nell’inglese britannico, dove l’autunno si chiama autumn.

Una curiosità: diverse altre lingue che si parlano in Europa, però, hanno preso una direzione diversa e chiamano l’autunno in modi più belli ed evocativi. In greco, ad esempio, è φθινόπωρο (fthinóporo), che significa “lo svanire dell’estate”. In lituano, invece, l’autunno si chiama ruduo, dalla radice ruda, “rossastro”, a evocare i colori caldi delle foglie. In ucraino, ogni mese autunnale riflette un tratto naturale: Вересень (Veresen’) per settembre, legato all’erica in fiore, e Жовтень (Zhovten’) per ottobre, dal termine “giallo”.

Ma allora da dove viene “fall” nell’inglese americano?

Molte persone pensano che fall sia una semplificazione americana un po’ banale, nata dal verbo to fall (“cadere”).

Quanto siamo bravi noi che usiamo parole latine, e quanto sono stupidotti loro, che pensano solo alle “foglie che cadono”!

In realtà, questa parola è molto più antica di quanto possiate pensare: nasce infatti proprio in Inghilterra già prima del 1600 come abbreviazione di fall of the leaf, ossia la stagione della “caduta delle foglie”.

Il Seicento, peraltro, è un’epoca di straordinaria creatività linguistica nell’inglese: in pochi decenni la lingua guadagna oltre diecimila parole nuove. Shakespeare da solo è responsabile di più di duemila termini che usiamo ancora oggi, come gloomy e dwindle.

New Haven, in west Virginia: una volta terra di castagni, oggi di querce e noci

In America: parole vecchie, parole nuove

Con l’arrivo dei coloni in America, l’inglese inizia a trasformarsi.

Da un lato, molti termini del Vecchio Mondo vengono conservati e sopravvivono solo oltreoceano, mentre cadono in disuso in Europa. Fall è uno di questi: in Gran Bretagna scompare nell’Ottocento, ma negli Stati Uniti continua a prosperare fino a oggi. Lo stesso vale per parole come bug (insetto), mad (nel senso di “arrabbiato”) e noon (mezzogiorno).

Dall’altro lato, una volta che l’inglese arriva nelle Colonie, servono parole nuove per descrivere una natura tutta nuova. Ecco perché nell’inglese americano nascono tantissime parole, spesso prese in prestito dalle culture native: come l’autunnalissimo persimmon (ovvero il caco), che deriva dal Powhatan pessamin.

Alcune di queste parole sono arrivate persino fino all’italiano: questo è il caso di mockasin, parola algonchina che indicava un tipo di calzatura da cui deriva il nostro mocassino. Ma anche barbecue, di cui ho parlato in questo reel su Instagram, parola che indicava un sistema per tenere gli oggetti sollevati da terra.

Parliamo della storia di fall autumn, e dell’etimologia di tantissime altre parole americane, in The Grid – an American Language: il mio ciclo di masterclass sulla lingua americana dal punto di vista storico, fonetico e grammaticale.

Quindi è meglio usare autumn o fall?

Oggi autumn e fall convivono, ognuno con la propria storia: sono entrambe corrette, e non c’è rischio che non veniate capiti. Come sempre, il mio consiglio è quello di prestare attenzione al contesto: se state parlando o scrivendo a persone europee, allora autumn sarà la scelta più logica. Se avete un’audience invece statunitense, allora sarà meglio utilizzare fall.

Entrambe le parole evocano una stagione di colori, di passaggi, di trasformazioni. Di magia.

Personalmente, per me l’autunno resta il tempo dei pomeriggi passati a studiare nella sala della biblioteca di Berkeley, delle passeggiate tra le foreste dorate del New England e di quel primo assaggio di libertà che porta con sé il profumo di un pumpkin spice latte.

E se senti di non averne avuto abbastanza… c’è un corso dedicato all’autunno americano!

Essendo io la più convinta amante dell’autunno, non potevo non creare un’esperienze a lui dedicata. Si chiama Autumnal Tints ed è un percorso linguistico e culturale alla scoperta dell’autunno statunitense come stagione dell’anima. É un Americanino adatto a chi ha un livello almeno B2 (se non sai il tuo livello, compila il test qui per scoprirlo).

Al suo interno scoprirai:

🍂 qual è la vera pronuncia della parola foliage (non lo immagineresti mai)

🍁 quali sono i luoghi più belli del New England per vedere i colori autunnali

🍠 deliziose ricette autunnali da me testate (ogni autunno la mia casa si trasforma in una pasticceria)

recensioni inglese americano autunno

Questo articolo è stato interamente scritto da un’umana, che poi sarei io, Elena Refraschini. In un’epoca di contenuti di bassa qualità prodotti dall’intelligenza artificiale, questo è il mio piccolo sforzo per andare controcorrente e continuare a costruire, giorno dopo giorno, il mondo in cui voglio vivere.

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